RECENSIONE
titolo originale: I love you, Beth Cooper
regia: Chris Columbus
cast: Hayden Panettiere, Paul Rust, Jack Carpenter, Lauren London, Lauren Storm
genere: Commedia
nazione: USA
anno: 2009
durata: 102’
distribuzione: 20th Century Fox
uscita nelle sale: 10/07/2009
giudizio: 
Una notte con Beth Cooper si apre sul giorno del diploma, l’ultima occasione per lo “sfigato” Denis Cooverman (Paul Rust) di dichiarare il suo amore alla più bella della scuola, Beth Cooper (Hayden Panettiere). Un gesto eclatante, dal podio della cerimonia scolastica, davanti a tutti gli studenti. Un’opportunità da non lasciarsi scappare, per vivere senza rimpianti. Il giorno seguente, infatti, ognuno andrà per la propria strada e “la ragazza dei sogni” continuerà a vivere ignorando l’esistenza del suo ammiratore segreto. Il rischio è alto, coprirsi di ridicolo davanti a tutti, ma il ragazzo si lascia convincere dal miglior amico Rich (Jack Carpenter) a cogliere l’attimo. Preso dall’entusiasmo, Denis non solo proclama il suo amore, ma tira giù la maschera anche ai suoi compagni di scuola, dal bullo con traumi infantili alla svampita con carenze d’affetto, ottenendo il risultato di inimicarsi tutti i presenti. Tuttavia il suo discorso ottiene anche l’effetto sperato, e la seducente Beth si presenta il giorno stesso alla porta di casa di Denis per fargli passare una notte da non dimenticare.
Quanta tristezza ci fa vedere un regista di talento come Chris Columbus, il quale ha diretto i primi due capitoli della saga di Harry Potter e ci ha regalato classici come Mamma, ho perso l’aereo, associare il suo nome ad un film talmente banale da poter essere definito la sagra del già visto. Dall’auto-citazionismo (Tutto quella notte) agli innumerevoli riferimenti al cinema di John Hughes, fino al recente e sottovalutato La ragazza della porta accanto, la pellicola mette in fila una serie di situazioni trite e ritrite, facendo largo uso di ogni stereotipo della commedia giovanilistica. Nel momento in cui il cinema americano si sforza di re-inventare i generi per risultare originale e ritrovare la vena creativa, il film di Columbus fa di tutto per andare nella direzione opposta. Tutto ciò che andrebbe evitato, lo fa. Ci si chiede, allora, a cosa serve un film come Una notte con Beth Cooper? Allo spettatore a mangiarsi con gli occhi le grazie della sensuale Hayden Panettiere, cheerleader nel film come nella serie tv Heroes che le ha dato fama internazionale. Panettiere, infatti, interpreta con impegno una perfetta “Barbie”, impreziosita da un lato selvaggio e sadico ignoto al proprio adulatore, con l’aiuto anche di accorgimenti sui costumi che ne esaltano le curve. Alla protagonista, invece, sarebbe dovuto servire a consacrarne il nome, dato che la pellicola le è stata costruita intorno, ma non siamo tanto sicuri di quanto il risultato finale possa esserle d’aiuto. Una notte con Beth Cooper è tratto dal romanzo omonimo di Larry Doyle, vincitore di riconoscimenti letterari e diventato un piccolo culto. Non è la prima volta che un buon libro si traduce in un film insoddisfacente, non sorprende nessuno, quello che sorprende però (e fa paura) è che il curatore della sceneggiatura sia lo stesso autore del libro. Privare dell’anima la propria opera non è da tutti, e certo non è da Larry Doyle, il quale ha costruito la propria credibilità grazie agli episodi de I Simpson e di Beavis and Butt-head da lui curati. Ce ne sarebbe da dire anche sul cast, da Paul Rust, assolutamente poco credibile nel ruolo di un diciottenne, al malcapitato Alan Ruck (il migliore amico di Matthew Broderick in Una pazza giornata di vacanza) qui nel ruolo del padre di Denis. Ma scegliamo di non infierire.
Michael Traversa